Cosa cambia con l'articolo 129 della legge di bilancio 2025
Chi utilizza i permessi retribuiti della legge 104/1992 per assistere un familiare disabile deve fare i conti con un sistema di controllo profondamente cambiato. La legge di bilancio 2025, all'articolo 129, ha introdotto due novità fondamentali che entrano in vigore dal 2026.
La prima: i datori di lavoro pubblici possono ora richiedere all'INPS una nuova verifica sull'effettivo stato di gravità del disabile assistito in qualsiasi momento, anche se il riconoscimento della 104 risale ad anni fa. Non è più sufficiente aver ottenuto il permesso una volta per stare tranquilli.
La seconda: le amministrazioni pubbliche devono comunicare mensilmente all'INPS i nominativi di chi usufruisce dei permessi e per quale assistito. Si tratta di una tracciabilità sistematica che fino ad oggi non esisteva.
Chi rischia davvero: i casi di abuso
L'obiettivo dichiarato della norma è stanare i comportamenti fraudolenti: chi duplica i permessi su più datori di lavoro, chi li utilizza per scopi del tutto estranei all'assistenza (vacanze, attività personali, secondo lavoro). Per questi casi le conseguenze sono severe:
- Licenziamento per giusta causa, senza preavviso e senza indennità
- Denuncia penale per truffa ai danni dello Stato, con le relative conseguenze civili e penali
Queste non sono novità assolute: già prima del 2026 l'abuso della 104 configurava gli stessi illeciti. La novità è che il sistema di rilevazione diventa molto più capillare e automatizzato.
Cosa dice la Cassazione: non serve stare incollati al parente
La Corte di Cassazione ha ribadito un principio fondamentale che molti lavoratori ignorano o fraintendono: assistere un familiare non significa essere fisicamente presenti accanto a lui per tutte le ore del giorno.
«L'assistenza non richiede la presenza fisica continua e ininterrotta accanto al disabile: è sufficiente che il giorno di permesso sia effettivamente dedicato all'assistenza nella sua accezione più ampia.»
Questo significa che accompagnare la madre a una visita medica e poi fermarsi a fare la spesa, o concedersi un momento di riposo dopo un impegno assistenziale, non costituisce abuso. L'abuso sussiste solo quando il permesso viene usato per attività completamente avulse dall'assistenza per l'intera giornata.
I lavoratori del settore privato sono coinvolti?
Le nuove norme sull'obbligo di comunicazione mensile e sulla possibilità di richiedere verifiche in qualsiasi momento riguardano specificamente i datori di lavoro pubblici. Per il settore privato, le regole sui controlli rimangono quelle già vigenti, ma l'INPS mantiene sempre la facoltà di disporre accertamenti in caso di segnalazioni o anomalie.
Come tutelarsi
La regola pratica è semplice: documenta l'assistenza. Conserva ricevute di visite mediche, farmaci acquistati, trasporti effettuati per l'assistito. In caso di controllo, questa documentazione dimostra che il permesso è stato utilizzato per lo scopo previsto dalla legge. Se ritieni di aver subito un controllo illegittimo o un licenziamento ingiusto, rivolgiti a un legale specializzato in diritto del lavoro.